Sabato tutti a Genova, Domenica tutti in Val Susa.
Questo fine settimana si balla.
Direttamente dal Tg3 Piemonte
Odio gli indifferenti
UN GIORNO NON PUO' VIVERE SENZA LA SUA UTOPIA...

mercoledì 20 luglio 2011
lunedì 18 luglio 2011
domenica 17 luglio 2011
Genova no global. In ricordo di Carlo Giuliani
Carlo è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai.
Sabato 23 luglio tutti a Genova per il decennale.
Hasta siempre Carlo.
venerdì 15 luglio 2011
mercoledì 13 luglio 2011
Comunismo
il COMUNISMO per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo COMUNISMO il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Karl Marx
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martedì 12 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
venerdì 8 luglio 2011
Valsusa-La polizia spara sulla folla-03/07/11. Diffondete
Diffondete questo video. Del Movimento 5 stelle non me ne frega niente, ma diffondete il video perchè è fatto bene.
giovedì 7 luglio 2011
Appello Fiaccolata No Tav Torino
Appello di Giorgio Airaudo, Ugo Mattei e Marco Revelli
I sottoscritti, cittadini ed esponenti indipendenti di quell’area politico-culturale che ancora si indica come sinistra, sentono il bisogno di esprimere il loro sconcerto rispetto al livello del dibattito apertosi, nella suddetta area, all’indomani della manifestazione No Tav di Chiomonte.
La maggior parte dell’opinione pubblica italiana ad oggi ignora che domenica in Val di Susa si è svolta la più grande manifestazione popolare di opposizione ad un opera pubblica nella storia della nostra Repubblica. Decine di migliaia di donne e uomini, abitanti della Valle e proveniente da tutto il paese, si sono ritrovate unite, pur nella diversità di ideologia, stile e metodo di lotta, per dire un no deciso all’esecuzione “con pilota automatico” di un’ opera pubblica concepita in un momento storico–politico quanto mai lontano da quello attuale.
Un'opera faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerà un’inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa.
La grande crisi economica del 2008 e la campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’ cqua, costituiscono cambiamenti “al contorno” che indicano la necessità di invertire la rotta rispetto ad un consenso bipartisan (quel famigerato Washington Consensus) che non è più in grado di proporre un modello di sviluppo sostenibile ed accettabile. La battaglia della Valle di Susa contro la TAV ed il grande consenso popolare che è stata capace di raggiungere in tutto il paese mostra come la sensibilità per i beni comuni, categoria politico-giuridica feconda e di grande significato, sia stata capace di conquistare l’egemonia presso il popolo della sinistra e, stando all’esito referendario, anche oltre la stessa.
Esiste oggi un discrimine fra chi sostiene che un diverso modo, basato sul pieno riconoscimento dei beni comuni è possibile e chi, per incapacità culturale di interpretare il cambiamento della società, si trincera dietro un decisionismo autoritario che, lungi dall’essere realista appare, nell’attuale situazione economica ed ecologica, sempre più velleitario. Chi si candida a guidare l’Italia del dopo Berlusconi cercando i voti del popolo della sinistra deve farsi una ragione di questo cambio di sensibilità del popolo sovrano e saperlo interpretare politicamente.
Al di là dell’ importanza di accertare ogni responsabilità per gli atti violenti in tutte le sedi istituzionali a ciò deputate, Iiterpretare i fatti della Val di Susa nella mera logica dell’ordine pubblico, per isolare le forze politiche più sensibili alla necessità di affrontare radicalmente la crisi con un grande piano di ecologia del territorio, costituisce un errore politico gravissimo che fa soltanto il gioco della destra.
Questo nostro appello invita le forze politiche che vorranno accoglierlo ad organizzare per Venerdì 8 luglio un grande girotondo fiaccolata per assediare simbolicamente dal Municipio di Torino al Palazzo della Regione e Prefettura
Giorgio Airaudo, Ugo Mattei, Marco Revelli
I sottoscritti, cittadini ed esponenti indipendenti di quell’area politico-culturale che ancora si indica come sinistra, sentono il bisogno di esprimere il loro sconcerto rispetto al livello del dibattito apertosi, nella suddetta area, all’indomani della manifestazione No Tav di Chiomonte.
La maggior parte dell’opinione pubblica italiana ad oggi ignora che domenica in Val di Susa si è svolta la più grande manifestazione popolare di opposizione ad un opera pubblica nella storia della nostra Repubblica. Decine di migliaia di donne e uomini, abitanti della Valle e proveniente da tutto il paese, si sono ritrovate unite, pur nella diversità di ideologia, stile e metodo di lotta, per dire un no deciso all’esecuzione “con pilota automatico” di un’ opera pubblica concepita in un momento storico–politico quanto mai lontano da quello attuale.
Un'opera faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerà un’inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa.
La grande crisi economica del 2008 e la campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’ cqua, costituiscono cambiamenti “al contorno” che indicano la necessità di invertire la rotta rispetto ad un consenso bipartisan (quel famigerato Washington Consensus) che non è più in grado di proporre un modello di sviluppo sostenibile ed accettabile. La battaglia della Valle di Susa contro la TAV ed il grande consenso popolare che è stata capace di raggiungere in tutto il paese mostra come la sensibilità per i beni comuni, categoria politico-giuridica feconda e di grande significato, sia stata capace di conquistare l’egemonia presso il popolo della sinistra e, stando all’esito referendario, anche oltre la stessa.
Esiste oggi un discrimine fra chi sostiene che un diverso modo, basato sul pieno riconoscimento dei beni comuni è possibile e chi, per incapacità culturale di interpretare il cambiamento della società, si trincera dietro un decisionismo autoritario che, lungi dall’essere realista appare, nell’attuale situazione economica ed ecologica, sempre più velleitario. Chi si candida a guidare l’Italia del dopo Berlusconi cercando i voti del popolo della sinistra deve farsi una ragione di questo cambio di sensibilità del popolo sovrano e saperlo interpretare politicamente.
Al di là dell’ importanza di accertare ogni responsabilità per gli atti violenti in tutte le sedi istituzionali a ciò deputate, Iiterpretare i fatti della Val di Susa nella mera logica dell’ordine pubblico, per isolare le forze politiche più sensibili alla necessità di affrontare radicalmente la crisi con un grande piano di ecologia del territorio, costituisce un errore politico gravissimo che fa soltanto il gioco della destra.
Questo nostro appello invita le forze politiche che vorranno accoglierlo ad organizzare per Venerdì 8 luglio un grande girotondo fiaccolata per assediare simbolicamente dal Municipio di Torino al Palazzo della Regione e Prefettura
Giorgio Airaudo, Ugo Mattei, Marco Revelli
mercoledì 6 luglio 2011
Venerdì 8 Luglio No Tav a Torino
La resistenza continua e scende a Torino.
Venerdì sera fiaccolata a Torino con partenza da Piazza Arbarello e al ritorno si va davanti al carcere a salutare gli arrestati nella giornata del 3 luglio.
No Tav
Venerdì sera fiaccolata a Torino con partenza da Piazza Arbarello e al ritorno si va davanti al carcere a salutare gli arrestati nella giornata del 3 luglio.
No Tav
martedì 5 luglio 2011
No Tav - Ora parlano i nostri video
Dopo tutti gli attacchi mediatici filoregime, e parlo sia di telegiornali che di carta stampata che di politici istituzionali, a parlare sono i nostri video, le nostre testimonianze fatte da gente che si trovava sul campo.
Caro Maroni, guarda un pò e poi facci sapere chi sono i terroristi.
L'autodifesa è sacrosanta quando ti arriva addosso di tutto da chi dovrebbe rappresentare la legge.
E ricordatevi che è solo l'inizio, la valle resisterà ora e sempre.
Caro Maroni, guarda un pò e poi facci sapere chi sono i terroristi.
L'autodifesa è sacrosanta quando ti arriva addosso di tutto da chi dovrebbe rappresentare la legge.
E ricordatevi che è solo l'inizio, la valle resisterà ora e sempre.
domenica 3 luglio 2011
Giornata epica e partigiana in Val Susa.
La Valle che resiste e che non si arrende' aveva promesso una giornata d'assedio. E così è stato!
L'assedio dei cantieri della Maddalena è stato lungo e combattuto, giocato contemporaneamente su 3 fronti. Una straordinaria giornata di conflitto, l'ennesima dimostrazione della potenza di un movimento che irriducibilmente prosegue lungo la strada di una lotta intrapresa vent'anni fa. Incontrando sulla sua lunga strada sempre più amici e compagni.
La giornata è stata lunghissima. Un lungo assedio, come si diceva. Uomini, donne, anziani e bambini. Un trasversalità sociale da fare invidia a qualunque partito o associazionismo vario. Pezzi di popolo senza rappresentanza ma consci della posta in gioco che ci si contende in alta valle.
Hanno voglia a parlare di buoni e cattivi. Oggi sulle pendici della Maddalena c'era un solo popolo che faceva prove d'insorgenza. Perché il Tav è oggi in Italia il condensato concreto di cosa significa scaricare la crisi e il debito sulle tasche (e la vita) della gente.
L'avevamo scritto nei giorni scorsi. In Italia, oggi, la primavera passa dalla Val Susa o non sarà. E nei tre cortei d'indignazione se n'è vista davvero tanta. Composita, differente, variegata ma intrisa di rabbia e disgusto per un presente statuale che trova normale occupare un territorio bellissimo per realizzare un mega-mostro senza fine né utilità, gasare migliaia di persone per difendere una recinzione e spendere un mucchio di soldi per garantirne l'esecuzione.
Il popolo No Tav oggi ha dimostrato di poter assediare per ore un territorio che difficilmente potrà essere difeso da 'loro' per 25 anni.
Chi è che la spunterà? Noi crediamo di saperlo !
La violenza? E' la diretta conseguenza del mancato dialogo e della militarizzazione della valle .
Poi siamo isolati , osteggiati da tutti i politici che devono mangiarsi la torta , colpiti di continuo con notizie false e prevaricatrici ,anche quando non succedeva niente eravamo da condannare , se parli con chiunque adesso non gliene frega piu' niente di essere accostati ai violenti , vogliono fare terreno bruciato attorno a noi , bene , almeno se ci accusano di essere violenti , lo faranno con ragione.
Ora e sempre resistenza.
L'assedio dei cantieri della Maddalena è stato lungo e combattuto, giocato contemporaneamente su 3 fronti. Una straordinaria giornata di conflitto, l'ennesima dimostrazione della potenza di un movimento che irriducibilmente prosegue lungo la strada di una lotta intrapresa vent'anni fa. Incontrando sulla sua lunga strada sempre più amici e compagni.
La giornata è stata lunghissima. Un lungo assedio, come si diceva. Uomini, donne, anziani e bambini. Un trasversalità sociale da fare invidia a qualunque partito o associazionismo vario. Pezzi di popolo senza rappresentanza ma consci della posta in gioco che ci si contende in alta valle.
Hanno voglia a parlare di buoni e cattivi. Oggi sulle pendici della Maddalena c'era un solo popolo che faceva prove d'insorgenza. Perché il Tav è oggi in Italia il condensato concreto di cosa significa scaricare la crisi e il debito sulle tasche (e la vita) della gente.
L'avevamo scritto nei giorni scorsi. In Italia, oggi, la primavera passa dalla Val Susa o non sarà. E nei tre cortei d'indignazione se n'è vista davvero tanta. Composita, differente, variegata ma intrisa di rabbia e disgusto per un presente statuale che trova normale occupare un territorio bellissimo per realizzare un mega-mostro senza fine né utilità, gasare migliaia di persone per difendere una recinzione e spendere un mucchio di soldi per garantirne l'esecuzione.
Il popolo No Tav oggi ha dimostrato di poter assediare per ore un territorio che difficilmente potrà essere difeso da 'loro' per 25 anni.
Chi è che la spunterà? Noi crediamo di saperlo !
La violenza? E' la diretta conseguenza del mancato dialogo e della militarizzazione della valle .
Poi siamo isolati , osteggiati da tutti i politici che devono mangiarsi la torta , colpiti di continuo con notizie false e prevaricatrici ,anche quando non succedeva niente eravamo da condannare , se parli con chiunque adesso non gliene frega piu' niente di essere accostati ai violenti , vogliono fare terreno bruciato attorno a noi , bene , almeno se ci accusano di essere violenti , lo faranno con ragione.
Ora e sempre resistenza.
sabato 2 luglio 2011
venerdì 1 luglio 2011
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